Deposito Cauzionale Affitto

Il deposito cauzionale costituisce una forma di garanzia dell’eventuale obbligazione di risarcimento del danno.

Quindi comporta la consegna di denaro (oppure di altre cose mobili utilizzabili con funzione di garanzia dell’eventuale obbligo di risarcimento a carico del cauzionante): in modo da risarcire completamente il danno nel caso in cui ammonti al pari della stesso deposito.

La sentenza della cassazione del 2019 riguardo la restituzione del deposito Cauzionale di locazione/affitto.

[Cassazione 5.7.2019 n 18069] Il diritto alla restituzione del deposito cauzionale nella locazione sorge al momento della cessazione della locazione, la domanda di restituzione non è condizionata all’accertamento dell’insussistenza di danni; per bloccare la domanda di restituzione del deposito l’esistenza di danni deve essere contenuta in una domanda riconvenzionale risarcitoria, mentre la mera allegazione (eccezione) non è idonea per negare il diritto alla restituzione.

Il Deposito c. negli affitti

Il deposito cauzionale è una somma di denaro versata dal conduttore al locatore a garanzia dell’adempimento di alcune obbligazioni a  carico del conduttore (come ad esempio l’obbligo di pagare il canone concordato e l’obbligo di risarcire i danni provocati all’immobile ecc.).

Obbligo di restituzione del deposito nella locazione e diritto all’incameramento del deposito nella locazione.

Parlando di deposito cauzionale sorge immediatamente il pensiero in merito ai due possibili “finali“:

  • Il deposito deve essere restituito;
  • Il deposito può essere incamerato dal locatore legittimamente.

Data la funzione del deposito cauzionale vien da se che l’obbligazione del locatore di restituire il deposito sorge nel momento in cui termina la locazione, non appena sia avvenuto il rilascio dell’immobile locato, senza che sussiste un inadempimento del conduttore. Quindi senza che sia avvenuto nessun tipo di danno all’immobile.

Nel caso in cui il locatore voglia trattenere il deposito viene definita illegittima. Per poterlo fare deve proporre la domanda giudiziale per l’attribuzione, in tutto o in parte, dello stesso a copertura di specifici danni subiti o di importi rimasti impagati.

In altre parole, per trattenere il deposito cauzionale non basta la presenza di un inadempimento del conduttore, ma il locatore per trattenere il deposito deve anche proporre una domanda giudiziaria diretta all’accertamento dell’inadempimento del conduttore.

Normativa di riferimento del Deposito Cauzionale

In tema di locazioni l’art. 11 della Legge 27 luglio 1978, n. 392 (la cd. Legge dell’equo canone) costituisce la norma fondamentale, secondo cui la somma versata a titolo di garanzia non può essere superiore a tre mensilità di canone ed è produttiva di interessi legali da corrispondersi all’inquilino alla fine di ogni anno.

In quanto determinato nel suo ammontare dalla misura del canone locativo, di fondamentale importanza per la costituzione del deposito risulta anche l’art. 13 della Legge 9 dicembre 1998, n. 431 che ai commi 1, 3, 4 sanziona con la nullità qualunque pattuizione volta a determinare un importo del canone di locazione superiore a quello risultante dal contratto scritto e registrato.

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